La nostra
tradizione gastronomica risente della posizione geografica tra
Trentino e Veneto, a cui non manca ovviamente l’influsso tirolese. Nella
Valle del Primiero e del
Vanoi la “
Tosela” è il fiore all’occhiello della produzione dei formaggi, a cui si aggiungono inoltre il “Nostrano stagionato”, la “Ricotta fresca”, le caciotte “
Dolomiti” e “Primo sale”. Il segreto non sta solo nelle tecniche di lavorazione, ma soprattutto nella qualità del latte prodotto nelle
malghe, proprio perché le erbe aromatiche di alta quota ed il latte delle mucche di alpeggio sono ricche di proteine e vitamine, utili al nostro organismo e che rendono soprattutto più buono e genuino il formaggio.
Di seguito vi prononiamo delle ricette della nostra cucina:
Pasta e fagioli
Ingredienti per 4 persone: fagioli freschi già puliti, circa 500 gr
carote, sedano, pomodoro, aglio, olio, peperoncino, pasta circa 200 gr
Preparazione: cuocere i fagioli freschi, ricoperti abbondantemente d'acqua fredda con
tutti gli odori e un filo d'olio, per circa 30 minuti togliere il sedano
e la carota che avrete lasciti interi e aggiungere fine la pasta, se
occorre aggiungere un po' di acqua per farla cuocere a metà cottura
spegnere, aggiungere un filo di olio crudo e far riposare per 10 minuti
trasportare il tutto in una zuppiera profonda e aggiungere delle foglie
di basilico fresco.
Stinco di maiale al forno
Ingredienti per 4 persone: 4 piccoli stinchi di maiale, 100 g strutto,1 cipolla, 2 spicchi aglio, 1 rametto rosmarino, vino bianco secco, brodo di carne, olio
extravergine di oliva, sale, pepe.
Preparazione: Sciacquate velocemente gli stinchi di maiale sotto l'acqua corrente,
quindi disponeteli in una teglia che possa andare in forno insieme con
lo strutto, 3 cucchiai di olio, la cipolla, sbucciata e tagliata a metà,
gli spicchi di aglio sbucciati e il rosmarino. Fate rosolare bene gli
stinchi, girandoli un paio di volte, quindi pepateli e bagnateli con un
bicchiere di vino.
Passate la teglia in forno caldo a 180 °C e fate cuocere gli stinchi per
circa 1 ora e 15 minuti, bagnando di tanto in tanto con il brodo caldo,
in modo che la carne non asciughi eccessivamente.
Quando gli stinchi saranno cotti e teneri, sfornateli, regolate di sale e
serviteli ben caldi, bagnandoli con il sugo di cottura e accompagnando a
piacere con purè di patate.
Spätzli alla tirolese
Ingredienti per 4 persone: 300 g spinaci già lessati, 200 g farina, 3 uova, latte, 100 g prosciutto cotto, 50 g burro, 1 ciuffetto erba cipollina e sale.
Preparazione: Versate in una terrina la farina, unite le uova, una presa di sale e 3
cucchiai di latte. Mescolate bene, quindi incorporate anche gli spinaci
finemente tritati e lavorate gli ingredienti fino a ottenere un impasto
molto morbido.
In una pentola capiente portate a ebollizione abbondante acqua e
salatela; versate l'impasto nell'apposito attrezzo per la preparazione
degli spätzli e fate cadere gli gnocchetti direttamente nell'acqua (se
non avete a disposizione l'utensile specifico, potete raccogliere una
piccola noce di impasto con un cucchiaino).
Fate cuocere gli spätzli fino a quando verranno a galla. Nel frattempo
scaldate il burro in un tegamino, unite il prosciutto tagliato a
listarelle e fatelo rosolare. Scolate gli gnocchetti con il mestolo
forato, conditeli con il burro e il prosciutto e serviteli decorando i
piatti individuali con qualche filo di erba cipollina e accompagnando a
piacere con grana grattugiato.
Gnocchi alle erbe
Ingredienti per 4 persone: 500 g patate, 150 g farina di grano saraceno, 1 mazzetto basilico,
ciuffetti salvia, 50 g burro, sale farina per la spianatoia.
Preparazione: Lavate bene le patate e fatele lessare con la buccia in acqua bollente
salata per 20 minuti. Scolatele, pelatele e passatele ancora calde allo
schiacciapatate. Raccogliete il ricavato sulla spianatoia infarinata,
unite la farina di grano saraceno, una presa di sale e impastate il
tutto.
Lavate il basilico e un ciuffetto di salvia, asciugateli e tritateli
finemente. Unite il trito aromatico al composto di patate e impastate
nuovamente.
Staccate dall'impasto un pezzetto di pasta e allungatelo così da formare
un cilindro; tagliatelo a pezzetti lunghi circa 2-3 cm. Ripetete
l'operazione fino a esaurire completamente l'impasto.
Portate a ebollizione abbondante acqua, salatela e cuocete gli gnocchi.
Nel frattempo fate sciogliere in un tegamino il burro, profumandolo con
le foglie di salvia restanti passate con un panno umido.
Scolate gli gnocchi con il mestolo forato non appena verranno a galla,
quindi conditeli con il burro aromatizzato e serviteli, accompagnando a
piacere con grana grattugiato.
Canederli di formaggio e spinaci
Ingredienti per 4 persone: 200 g pane raffermo, 150 g formaggio grattugiato o spezzettato (emmental,
fontina, ), 150 g spinaci già lessati, 1/2 bicchiere latte, 1 cipolla, 100 g burro, 80 g farina di grano saraceno, 1 uovo, noce moscata, 3-4
foglie di salvia.
Preparazione: Tagliate il pane raffermo a dadini, mettetelo in una terrina, bagnatelo
con il latte, mescolate rapidamente e lasciatelo ammorbidire per circa 2
ore.
Sbucciate e tritate la cipolla e fatela appassire in un tegamino insieme
con una noce di burro. Versate la farina in una terrina, unite la
cipolla, il pane ben strizzato, l'uovo, sale e pepe. Profumate con un
pizzico di noce moscata grattugiata e impastate bene.
Dividete l'impasto in due parti: unite a una il formaggio grattugiato o
spezzettato, all'altra gli spinaci tritati, quindi mescolate bene
entrambe.
Con le mani inumidite ricavate dagli impasti delle palline rotonde di
circa 7-8 cm di diametro. Portate a ebollizione abbondante acqua in una
pentola, salatela e cuocete i canederli per circa 15 minuti.
In un tegamino fate sciogliere il burro restante con le foglie di
salvia. Scolate i canederli con il mestolo forato, disponeteli nei
piatti individuali, conditeli con il burro aromatizzato e serviteli,
accompagnando a piacere con grana grattugiati.
Gnocchi di pane con formaggio di Primiero e pomodoro
Ingredienti per 4 persone: 1 tuorlo, 200 g pane raffermo
grattugiato, 200 g formaggio nostrano di Primiero, 1 uovo, 1 cucchiaio
prezzemolo tritato, 1 spicchio aglio, 400 g polpa di pomodoro fresco,
tagliata a cubetti 50 g cipolla rossa tritata, 10 foglie basilico, 2 dadi
per brodo vegetale, 1 presa zucchero olio extravergine di oliva, sale,
pepe di mulinello.
Preparazione: Grattugiate 180 g di formaggio tenendo da parte quello restante,
versatelo in una capace ciotola sfregata con lo spicchio di aglio,
quindi mescolatelo con il pane grattugiato. Unite l'uovo, il tuorlo e il
prezzemolo e impastate energicamente e a lungo, fino a ottenere un
impasto sodo ma elastico che lascerete riposare per 2 ore.
Nel frattempo scaldate alcuni cucchiai di olio in un tegame e fatevi
appassire la cipolla rossa tritata. Unite la polpa di pomodoro e cuocete
per 15-20 minuti. A fine cottura regolate di sale e di pepe e
aggiungete una presa di zucchero.
Lavate il basilico, asciugatelo e disponetene le foglie sul fondo di una
capace ciotola. Versatevi sopra la salsa di pomodoro bollente, coprite e
lasciate riposare per 20 minuti. Prendete un poco di impasto con le
mani unte di olio e formate tanti cilindretti lunghi 5 cm e con un
diametro di 3 cm. Procedete allo stesso modo fino a esaurire l'impasto.
Portate a ebollizione una pentola con circa 4 l di acqua e i dadi,
regolate di sale e cuocetevi gli gnocchi in diverse tornate. Estraeteli
con una schiumarola dopo pochi minuti dal loro affioramento e
depositateli in una grossa pirofila. Conditeli con la salsa di pomodoro
preparata (eventualmente riscaldata) e serviteli dopo averli cosparsi
con lamelle di bagos tagliate dal pezzetto tenuto da parte.
Polenta e tosèla
Ingredienti: 600 gr di tosèla, 100 gr di burro, polenta gialla di Storo, sale.
Preparazione: Per una perfetta riuscita di questo piatto è essenziale che il formaggio
sia veramente di giornata, o comunque che non abbia superato le 24 ore.
Tagliare la tosèla a fette rettangolari alte un centimetro (un dito si
cita nella ricetta tradizionale), per evitare che il formaggio si
spappoli, oppure non assorba a perfezione, anche all’interno, il
necessario calore per una cottura uniforme. Dopo averle salate, rosolare
le fette a fuoco lento nel burro fuso, per circa 10-15 minuti, in un
tegame con fondo di spessore grosso, con sopra un coperchio rivoltandole
di tanto in tanto. Quando le fette hanno assunto un colore bruno
dorato, servire in tavola con polenta calda o abbrustolita. Accostamenti
ideali sono quelli con i finferli o con salciccia alla piastra.
Gli strangolapreti
Come in tutte le località trentine, è facile gustare nei ristoranti di
Primiero questo piatto della cucina “povera”. Si tratta di gnocchi di
pane raffermo e spinaci, insaporiti con uova, latte e sale. Questi
gnocchetti vanno cotti nell’acqua bollente e si condiscono con grana e
burro fuso. Sono un ottimo e leggero primo piatto, adatto a preparare
l’appetito per le sostanziose portate di carne e selvaggina.
I canéderli
Ottimo cibo invernale adatto a ristorare nelle giornate gelide, i
canéderli sono a base di pane raffermo mescolato con latte, uova, grana
trentino grattugiato, salumi tagliati a dadini e farina . L’impasto,
insaporito con sale, pepe, prezzemolo e cipolla soffritta, viene
lavorato fino a formare delle palle rotonde. I canéderli, cotti in acqua
bollente, possono essere gustati in brodo oppure asciutti cosparsi di
grana grattugiato e burro fuso.
Altri piatti caratteristici
Gnocchi con Ricotta Affumicata. A Primiero gli gnocchi di patate vengono spesso proposti conditi con
"poina fumada": si tratta di ricotta vaccina che viene leggermente
affumicata in modo da prolungarne la durata e conferirle quell'aroma
inconfondibile che ricorda le serate intorno al fuoco di un camino.
Abbinata al saporito burro di montagna, regala agli gnocchi un
accostamento di gusti assolutamente da provare.
Zuppa d'orzo. Un piatto vellutato, gradevole al palato, nutriente e di facile
digeribilità. All'orzo ammollato vengono aggiunte verdure e fagioli e
tutto viene cotto per lungo tempo a fuoco basso, aggiungendo
eventualmente dei pezzetti di carne affumicata. Nella versione più
asciutta si trova nei menù come orzotto, spesso in abbinamento ai funghi
o alla zucca.
Selvaggina. Non potevano mancare i piatti di selvaggina a base di cervo, camoscio e
capriolo, ungulati che prosperano nelle nostre foreste, e che in passato
sono stati risorsa fondamentale per il sostentamento della gente
locale. Insaccati, in salmì con l'immancabile polenta e funghi, ai
ferri, accompagnati da confetture casalinghe di ribes, mirtillo nero
(giasena) e il più raffinato mirtillo rosso (garnetola).
I dolci: dallo strudel alla torta con i frutti di bosco. Ci sono così tanti dolci nei carrelli dei nostri ristoranti che è
impossibile descriverne uno in particolare. Lo strudel di mele tiepido,
la crostata di ricotta, la torta con noci e miele, una coppa leggera con
yogurt e mirtilli, la speziata Lienzertorte, un dolce di carote e
nocciole e tanti altri.